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La città di Padova

“Ma quando torno a Padova, me sento a casa mia…”

Sono i versi del ritornello di una celebre serenata tutta patavina. Ma sono anche le parole che, probabilmente più di altre, descrivono il cuore della città del Santo.

Passeggiare per Padova significa sfiorare con i propri passi le vie più familiari, sceglierne i vicoli in grado di offrire le maggiori suggestioni. Alla vista di uno scorcio di Prato della Valle, con la sua Isola Memmia, oppure al passaggio tra le piazze del centro, con Palazzo della Ragione a fare capolino. E ancora: le cupole di Sant’Antonio: quelle che, sempre in quel celebre stornello cantato tutto in dialetto “illuminano l’intera città”.

Padova è un microcosmo da scoprire: culla di cultura, di storia e di tradizioni mai sopite. Padova è una città viva, tra le vie di un centro storico incantevole, così come tra le aziende che attorno alla cintura urbana hanno gettato le basi per costruire uno dei punti nevralgici del commercio nel nord-est e per tutta Italia.

Padova è immagini, suggestioni, vitalità.

LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Ubicata in pieno centro storico della città, la Cappella degli Scrovegni affonda le proprie radici agli albori del XIV secolo e ospita quello che dai critici è considerato come uno dei maggiori capolavori dell’arte d’occidente. Il ciclo di affreschi qui realizzato da Giotto si suddivide in 40 scene, incentrate sul tema della salvezza. La ricerca pittorica di Giotto in questo edificio rappresenta un autentico spartiacque per le tecniche realizzative e per la percezione di profondità e prospettiva mai raggiunte prima. Fiore all’occhiello per la città, la Cappella degli Scrovegni è una tappa obbligata per gli amanti dell’arte ma non solo.

PRATO DELLA VALLE

Emblema della città di Padova, Prato della Valle è la piazza più ampia d’Italia e tra le più estese d’Europa. Originariamente nato quale teatro romano, venne trasformato in acquitrino e successivamente ristrutturato per volere di Andrea Memmo, procuratore veneziano che nel 1775 ne ordinò la sistemazione.

Nasce da questo momento l’attuale struttura del “prato”, un’enorme, verde isola di forma ellittica (nota come Isola Memmia, dal nome dello stesso Memmo), intersecata da quattro rettilinei che ne attraversano lo spazio e che disegnano altrettanti ponti. Con giochi di luce e colori determinati dagli alberi posti a ornamento, nonché al riflesso dell’acqua per una unione suggestiva di architettura ed elementi naturali.

PALAZZO DELLA RAGIONE

Tra i monumenti che più simboleggiano la città di Padova, Palazzo della Ragione venne edificato nella prima metà del 1200, inizialmente come tribunale cittadino, funzione espletata fino al tramonto del XVIII secolo.

La sua struttura si snoda in un salone superiore, trasformato da Fra’ Giovanni degli Eremitani nel 1300 in un’unica sala sviluppata in ben 82 metri di lunghezza, con una copertura in grado di richiamare nella forma quella di una carena di nave al contrario. Ancora oggi, Palazzo della Ragione è denominato popolarmente “salone”, per le dimensioni imponenti che ne consentono l’utilizzo per esposizioni e manifestazioni. Il loggiato sottostante, infine, con un caratteristico porticato, è adibito (come nell’antichità) alle attività di mercato per i generi alimentari.

LE PIAZZE

Sono le piazze a incorniciare il centro storico della città.
Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta fanno da contraltare rispettivamente al lato sud e nord di Palazzo della Ragione, animandosi quotidianamente dei rumori e dei fervori tipici dei mercati rionali.

Piazza dei Signori (nella foto a sinistra) è considerata altresì il “cuore nobile” di Padova perché è racchiusa lungo i due lati maggiori tra facciate di case porticate, elegantemente arricchite da terrazze con antichi poggioli in ferro battuto. È delimitata poi dalla Chiesa di S. Clemente e dal Palazzo del Capitanio, con la Torre dell'Orologio per il cui portico si sbocca in Corte Capitaniato e nella vicina omonima piazza, dove sorgeva il castello dei Carraresi, signori di Padova.

LA BASILICA DI SANT'ANTONIO

Edificata in un momento immediatamente successivo alla morte del celeberrimo frate francescano Antonio (1231), la Basilica del Santo è divenuta nel tempo una grandiosa opera d’arte e di devozione, in grado di richiamare decine di migliaia di fedeli o di semplici visitatori, durante tutto l’arco dell’anno.

Imponente costruzione con fusione di stile romanico-gotico, la struttura consta di otto cupole e campanili. Al suo interno è custodita la salma di Sant’Antonio, nonché una serie innumerevole di opere d’arte di varia natura. Sul sagrato, infine, si erge la statua bronzea del Gattamelata (1453), figura equestre realizzata da Donatello e designata dai critici come autentico capolavoro.